Genova ricorda il sacrificio di Francesco Coco, Giovanni Saponara e Antioco Deiana: commemorazione e memoria nelle scuole

Furono uccisi l’8 giugno 1976 in un attentato terroristico dalle Brigate Rosse. Una pagina tragica degli anni di piombo, impressa indelebilmente nella storia cittadina e nazionale, è stata ricordata ieri con una solenne cerimonia

A 49 anni dall’agguato di Salita Santa Brigida, Genova ha reso omaggio ieri alla memoria del Procuratore Generale della Repubblica Francesco Coco, del Brigadiere della Polizia di Stato Giovanni Saponara e dell’Appuntato dei Carabinieri Antioco Deiana.

Presso la lapide che segnala il luogo dell’eccidio, in salita Santa Brigida, si è tenuta la commemorazione ufficiale alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose, tra cui la sindaca Silvia Salis. Un picchetto interforze di Polizia di Stato e Carabinieri ha reso gli onori ai caduti, deponendo una corona d’alloro sotto la targa che ricorda il loro sacrificio.
Durante la cerimonia sono state lette le motivazioni delle Medaglie d’Oro al Valor Civile conferite postume ai tre caduti. Le parole, affidate alla voce del procuratore generale Enrico Zucca, di un rappresentante della Polizia di Stato e di uno dell’Arma dei Carabinieri, hanno ripercorso con commozione il coraggio dimostrato da Coco, Saponara e Deiana nella difesa delle istituzioni democratiche.
La mattinata si è poi spostata nel Liceo D’Oria, dove ha avuto luogo una seconda parte della commemorazione in chiave educativa. Nella aula magna dell’istituto, il Procuratore Zucca ha preso la parola di fronte a studenti e insegnanti, sottolineando l’importanza della memoria e del ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di una società consapevole.
Durante l’incontro sono stati premiati cinque studenti vincitori di un concorso scolastico, promosso in occasione dell’anniversario, che chiedeva di riflettere sul terrorismo degli anni di piombo e sul significato del sacrificio di chi ha perso la vita per difendere la democrazia. Il concorso, fortemente voluto dall’Unione Nazionale Mutilati per Servizio, ha inteso favorire una maggiore conoscenza tra i giovani su una delle stagioni più buie della Repubblica.
Il ricordo di Francesco Coco – primo magistrato ucciso dalle Brigate Rosse – e degli uomini della sua scorta è oggi più vivo che mai. In un tempo in cui il valore delle istituzioni democratiche viene talvolta dato per scontato, Genova si è fermata per ricordare tre servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la fedeltà alla Costituzione. Una memoria che, come dimostrato dall’impegno delle scuole, continua a essere coltivata e trasmessa.










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